Passano i giorni..
E ogni giorno da allora tento di convincermi a pensare ad altro, distrarmi, orientare la mente altrove.
E per buona parte della giornata, stando in mezzo a tutta l'altra gente, la mente và.
Poi però scende la sera, le ore passano e arriva la notte.
I pochi (nel mio caso molti) minuti che precedono il vero e proprio stato catatonico sono decisamente tragici!
Sfido, chi di voi appena prima di dormire non ripensa intensamente a qualcosa di bello? Talmente bello da sperare che il tuo subsconcio decida di farti rivivere quel momento in un sogno. Una notte intera in cui hai l'occasione di rivivere i momenti più felicemente impressi nella tua mente.
Chi non lo fa?
Beh io si. E usando a malapena l'immaginazione, si arriva subito a qualè il mio pensiero prima di chidere gli occhi..
Ta da.
Francesco alla riscossa!
FRANCESCO. Ma che nome è? Francesco. Ha una pronuncia orribile, i suoni fonetici sono duri, in più è lungo da scrivere e ancor di più da pronunciare! Quando lo dici sembra quasi uno di quei tipi altezzosi che se la credono tanto e che assieme al loro nome proprio enunciano anche i secondi, terzi e quarti nomi!
Non mi piace proprio. Io mio figlio non lo chiamerei MAI Francesco! Leopoldo magari sì, ma Francesco proprio no.
Eppure brutto il nome, brutto chi nel mio caso si chiama così, Francesco è sempre nella mia testa.
Potrei chiamarlo Leopoldo per convenzione! E sia!
Quindi, tornando a Leopoldo, il mio problema è: come mi libero di Leopoldo?
Al senso pratico ho (o meglio, ha) già provveduto ;)
Manca quello effettivo.
Perchè anche se non cè più è lì lo stesso? Non se ne vuole andare! Non cè proprio verso!
Eppure, una soluzione ci dovrà pur essere!
Come fare?
Se non ci fosse la notte sarebbe già un buon inizio. Questi maledetti "pensieri di sogno" (non saprei come definirli :S) non sono d'aiuto, anzi, mi riportano ogni dannata notte a quelle giornate..
Belle da morire..
Un freddo boia, un'autonomia improvvisa ma anche un inaspettato coccolone sotto casa, sotto un piumone in un parco giochi per bambini sotto la pioggia su una panchina fino alle 4 del mattino.
"Ti piacciono i bacini sul collo?" Mi chiedeva lui. Con quella sua faccina innocente! Certo che mi piacciono! Che domande! Hai anche bisogno di chiedermelo?! Ma, non avevo nemmeno il tempo di finire la frase che il suò sguardo già tornava a imbambolarsi sulle gemelle [Cit. Dario] -.-"
Salivamo le scale al buio, al freddo, con in braccio un piumone da 3 kg a una piazza, una salita ripida e gli scalini umidi, incuteva una certa ansia, ma bisognava risalire, e tornare a scuola per il turno di guardia dalle 4 alle 5, quindi fiato in bocca, un bel respiro e via. Incaminati. Scalino dopo scalino, ansimando per lo sforzo, e poi, così all'improvviso qualcosa di gelido ma morbido mi afferra la mano e pian piano la stringe.. è la sua! E così la fatica quasi non si sente più perchè la testa è lì, in mezzo a quelle due mani. :)
E' un vuoto a perdere, lo so.
E in effetti mi fà un pò male riparlare di quei giorni.. Ma preferisco farlo, lo farei all'infinito! Ripeterei per ore e ore le stesse cose, ma ogni volta sarebbe bello come la prima!
Perchè ogni volta mi si scatena un sorriso, che non equivale nemmeno a 1\10 di quello di allora, ma è pur sempre un barlume di felicità che si irradia e si ferma lì per un pò. Finchè non torna velocemente l'angoscia di prima, quella opprimente che non mi fà ridere più.
Da settimane ormai ripeto che mi ci vuole una distrazione, qualcosa che scarichi la negatività altrove.
Ma medicine per il mio male non ne fanno.
Ci sono sì dei rimedi, ma la loro efficacia lascia molto a desiderare.
Forse mi servirebbe soltanto..
Soltanto un cane..
O un delfino! Anzi anzi! Meglio ancora! Una FOCA!
Sì, mi ci vorrebbe proprio una foca!
Che magari sia anche capace di far salare una palla sul naso facendo "UH UH" sbattendo le zampe!
Sì. Una foca.
Sarebbe una distrazione perfetta.
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